{"id":30506,"date":"2025-11-10T12:04:55","date_gmt":"2025-11-10T12:04:55","guid":{"rendered":"https:\/\/clearingtheair.eu\/post\/un-esperto-smentisce-le-affermazioni-secondo-cui-il-vaping-avrebbe-rallentato-il-calo-del-fumo-nel-mondo-occidentale\/"},"modified":"2025-11-10T12:05:13","modified_gmt":"2025-11-10T12:05:13","slug":"un-esperto-smentisce-le-affermazioni-secondo-cui-il-vaping-avrebbe-rallentato-il-calo-del-fumo-nel-mondo-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/clearingtheair.eu\/it\/post\/un-esperto-smentisce-le-affermazioni-secondo-cui-il-vaping-avrebbe-rallentato-il-calo-del-fumo-nel-mondo-occidentale\/","title":{"rendered":"Un esperto smentisce le affermazioni secondo cui il vaping avrebbe rallentato il calo del fumo nel mondo occidentale"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Una nuova analisi di esperti ha messo in discussione le affermazioni secondo cui il vaping avrebbe rallentato i progressi nella riduzione dei tassi di fumo giovanile in Australia e Nuova Zelanda.<\/strong><\/p>\n\n<p>Recenti studi accademici della professoressa Becky Freeman dell&#8217;Universit\u00e0 di Sydney e del suo team sostengono che l&#8217;ascesa del vaping ha &#8220;rallentato i tassi di declino del fumo abituale e di lunga durata&#8221; tra gli adolescenti.  <\/p>\n\n<p>Ma un altro ricercatore sostiene che le prove non supportano questa conclusione e che gli studi si basano su presupposti discutibili.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa dicono i giornali<\/strong><\/h3>\n\n<p>I risultati del team di Sydney sono stati pubblicati quest&#8217;anno in tre riviste.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>In Nuova Zelanda<\/strong>, un articolo pubblicato su The Lancet Regional Health &#8211; Western Pacific afferma che &#8220;la rapida ascesa del vaping potrebbe aver rallentato i tassi di declino del fumo abituale e di quello di lunga data, mentre ha avuto un impatto minimo o nullo sul tasso di declino del fumo quotidiano&#8221;.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>In Australia<\/strong>, uno studio pubblicato sul Medical Journal of Australia ha riportato che &#8220;i ragazzi tra i 12 e i 17 anni che hanno fumato per sempre, nell&#8217;ultimo anno, nell&#8217;ultimo mese, nell&#8217;ultima settimana e quotidianamente sono pi\u00f9 numerosi di quelli previsti dalle traiettorie del fumo dell&#8217;era pre-svapo&#8221;.<\/li>\n\n\n\n<li>Un terzo articolo, pubblicato su Public Health Research &amp; Practice, sostiene che anche quando il fumo e il vaping diminuiscono contemporaneamente, \u00e8 ancora possibile un effetto &#8220;gateway&#8221; se il vaping si limita a rallentare il ritmo di diminuzione del fumo.<\/li>\n<\/ul>\n\n<p>Il messaggio \u00e8 che il fumo giovanile sta ancora diminuendo, ma non cos\u00ec velocemente come sarebbe successo senza il vaping.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il contro-argomento<\/strong><\/h3>\n\n<p>Un esperto, la dottoressa Arielle Selya, scienziata comportamentale, afferma che queste affermazioni non reggono. Nella <g id=\"gid_0\">sua analisi<\/g> dei documenti, la dottoressa nota che anche altri ricercatori, tra cui il dottor Gary Chan e colleghi, hanno criticato questa ipotesi, scrivendo che &#8220;presuppone che le tendenze preesistenti sarebbero rimaste invariate in assenza di un intervento&#8221;. I modelli dei ricercatori si basano su un&#8217;ipotesi importante: che i tassi di fumo avrebbero continuato a scendere esattamente allo stesso ritmo se il vaping non fosse mai apparso.  <\/p>\n\n<p>Secondo l&#8217;autrice, questo \u00e8 <strong>&#8220;discutibile, soprattutto per comportamenti come il fumo che partono da un&#8217;alta prevalenza e si appiattiscono nel tempo a causa degli effetti di saturazione&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n<p>Gli autori hanno risposto che &#8220;la regressione logistica tiene conto di questo appiattimento&#8230;&#8221;. Il rallentamento che abbiamo osservato va oltre l&#8217;appiattimento dovuto agli effetti di saturazione&#8221;.<\/p>\n\n<p>Ma la dottoressa Selya non \u00e8 ancora convinta. Esaminando i dati sottostanti, la dottoressa ha detto di poter vedere quello che ha definito un piccolo &#8220;aumento&#8221; dei tassi di fumo in Nuova Zelanda intorno al 2019-2021, ma ha aggiunto: &#8220;Se le sigarette elettroniche stessero causando un aumento relativo del fumo, perch\u00e9 l&#8217;effetto sarebbe ritardato di nove anni? E perch\u00e9 l&#8217;effetto sarebbe limitato a due anni e poi scomparirebbe?&#8221;. <\/p>\n\n<p>A suo avviso, il modello \u00e8 troppo breve e tardivo per essere attribuito al vaping.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;Australia non mostra alcun segno di cambiamento<\/strong><\/h3>\n\n<p>Quando la dott.ssa Selya ha esaminato i dati australiani, ha affermato di &#8220;non vedere un cambiamento visivamente evidente nelle tendenze del fumo&#8221;. In generale, il fumo giovanile ha continuato a diminuire bruscamente (tra il 75 e il 90% circa in diverse misure dalla fine degli anni &#8217;90) e la dottoressa sospetta che il &#8220;rallentamento&#8221; statistico riportato dagli autori possa derivare dalla scelta del modello piuttosto che da un cambiamento reale. <\/p>\n\n<p>Ha inoltre sottolineato che piccoli spostamenti nell&#8217;anno di riferimento dei ricercatori (il momento in cui il vaping avrebbe iniziato a influenzare la tendenza) potrebbero facilmente cambiare i risultati.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Altre possibili spiegazioni<\/strong><\/h3>\n\n<p>Il Dr. Selya osserva che molte altre cose, oltre al vaping, potrebbero aver influenzato il piccolo aumento riscontrato in alcuni dati. &#8220;Si tratta di un effetto COVID? Questi anni corrispondono a cambiamenti politici chiave in Australia che regolamentano il prodotto meno dannoso e spingono le persone verso le sigarette?&#8221;, si chiede la dottoressa. <\/p>\n\n<p>Afferma che \u00e8 rischioso trarre conclusioni causali quando &#8220;le tendenze temporali correlate non significano causalit\u00e0&#8221;.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un dibattito sui metodi e sul significato<\/strong><\/h3>\n\n<p>La dottoressa Selya sottolinea che non dubita delle capacit\u00e0 tecniche dell&#8217;autore principale, il dottor Sam Egger, definendolo &#8220;molto capace dal punto di vista metodologico&#8221;. Ma aggiunge: <strong>&#8220;Ho trovato l&#8217;interpretazione talmente errata che ho scritto un commento su PubPeer&#8221;.<\/strong> <\/p>\n\n<p>La disputa pu\u00f2 sembrare accademica, ma ha implicazioni reali. Se il vaping viene erroneamente incolpato di rallentare il progresso, i governi potrebbero raddoppiare le politiche restrittive che rendono pi\u00f9 difficile per i fumatori passare a prodotti a minor rischio. <\/p>\n\n<p>Per il momento, entrambi i Paesi continuano a registrare un forte calo del fumo giovanile. Se il vaping abbia rallentato questi cali o abbia contribuito a guidarli, dipende da come si leggono i dati. <\/p>\n\n<p>Come riassume il dottor Selya: &#8220;Trovo plausibile che ci sia stato un aumento del fumo tra i giovani neozelandesi, ma non credo che abbia senso attribuirlo alle sigarette elettroniche&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nuova analisi di esperti ha messo in discussione le affermazioni secondo cui il vaping avrebbe rallentato i progressi nella riduzione dei tassi di fumo giovanile in Australia e Nuova Zelanda. 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