Il commissario per la salute dell’Unione Europea ha affermato che i prodotti senza fumo con nicotina non riducono i rischi per la salute rispetto alle sigarette, contraddicendo le prove fornite da diverse autorità sanitarie.
Le osservazioni sono state fatte in risposta a un’interrogazione parlamentare del deputato danese Kristoffer Storm sul ruolo dei prodotti alternativi alla nicotina nella riduzione dei danni da fumo.
Nella sua risposta, il Commissario alla Salute Olivér Várhelyi ha affermato che: “L’uso di tabacco e prodotti a base di nicotina senza fumo, rispetto al fumo a combustione, non riduce i rischi per la salute”.
La dichiarazione ha suscitato critiche perché è in contrasto con le valutazioni dei principali enti di regolamentazione e di ricerca che hanno rilevato che i prodotti senza fumo espongono gli utenti a livelli sostanzialmente inferiori di sostanze tossiche rispetto alle sigarette.
Posizione della Commissione
La Commissione Europea ha ripetutamente sostenuto che le preoccupazioni relative al consumo da parte dei giovani, ai possibili effetti a lungo termine sulla salute e al rischio di progressione verso il fumo giustificano un approccio altamente restrittivo ai prodotti senza fumo.
In precedenti interviste, Várhelyi ha sottolineato come i livelli crescenti di vaping e di uso di nicotina tra i giovani dell’UE siano un fattore centrale nelle decisioni politiche.
Ha inoltre confermato che la Commissione sta preparando un’importante valutazione scientifica dei prodotti alternativi al tabacco e alla nicotina, la cui pubblicazione è prevista per il 2026 e in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità svolgerà un ruolo di primo piano.
Reazione degli esperti
Gli specialisti della salute pubblica hanno criticato la posizione della Commissione, sostenendo che non tiene conto delle prove scientifiche consolidate.
Il dottor Delon Human, medico, leader di Smoke Free Sweden ed ex segretario generale dell’Associazione Medica Mondiale, ha affermato che la dichiarazione del commissario “contraddice una montagna di prove ineccepibili”.
“La posizione della Commissione è un caso da manuale di negazione della scienza”, ha dichiarato. “Anche se animata da buone intenzioni, questa dichiarazione potrebbe involontariamente aumentare le malattie e la mortalità legate al fumo in Europa, anziché ridurle”.
E ha aggiunto: “La combustione è la causa di cancro, malattie cardiache e polmonari. Suggerire che inalare fumo e non inalare fumo comporti lo stesso rischio è un’assurdità scientifica”.
Prove scientifiche contraddittorie
La posizione di Várhelyi contrasta con le conclusioni di diverse autorità sanitarie internazionali.
La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha autorizzato la vendita di alcuni prodotti per il vaping, ritenendo che possano essere utili ai fumatori adulti che abbandonano completamente le sigarette. Le revisioni sistematiche della Cochrane hanno rilevato che il vaping può aiutare le persone a smettere di fumare e comporta una minore esposizione a sostanze chimiche nocive rispetto al tabacco combustibile.
Le agenzie di salute pubblica di paesi come il Regno Unito, la Nuova Zelanda e il Giappone sono giunte a conclusioni simili, pur sottolineando che i prodotti senza fumo non sono privi di rischi e non dovrebbero essere utilizzati dai non fumatori.
Queste valutazioni identificano costantemente la combustione del tabacco come la fonte principale di tossine cancerogene e cardiovascolari nel fumo di sigaretta.
Prove dalla Svezia
I dati a livello di popolazione provenienti dalla Svezia sono spesso citati nei dibattiti sulla riduzione dei danni del tabacco.
La Svezia ha il tasso di fumo più basso dell’Unione Europea, pari a circa il 5% degli adulti, e tra i livelli più bassi di mortalità legata al tabacco. Molti ricercatori hanno collegato questi risultati all’uso diffuso di prodotti antifumo come il tabacco da fiuto e le bustine di nicotina.
Nonostante i livelli di consumo complessivo di nicotina siano paragonabili a quelli di altri paesi dell’UE, la Svezia ha registrato un calo a lungo termine del fumo di sigaretta e delle malattie correlate al fumo.
L’esperienza del paese viene spesso citata come prova del fatto che un’elevata diffusione di prodotti a base di nicotina non combustibili può coesistere con una bassa prevalenza di fumatori.
Dichiarazioni e coperture precedenti
Le ultime osservazioni di Várhelyi seguono una serie di precedenti dichiarazioni controverse sulla nicotina e sui danni del tabacco.
Nel dicembre 2025, ha dichiarato a Euractiv che i vapes, il tabacco riscaldato e le buste di nicotina sono “al cento per cento” dannosi come le sigarette.
Nell’ottobre del 2025 è stato criticato per aver pubblicato – e successivamente modificato – un’affermazione secondo cui la nicotina provoca il cancro, nonostante le valutazioni scientifiche di Cancer Research UK e della Commissione Europea abbiano concluso che la nicotina non è cancerogena.
Implicazioni politiche
Più di 90 milioni di adulti nell’UE continuano a fare uso di tabacco, rendendo il fumo una delle principali cause di malattia e morte prevenibili del blocco.
I ricercatori della sanità pubblica hanno avvertito che trattare tutti i prodotti a base di nicotina come ugualmente dannosi rischia di scoraggiare i fumatori dall’abbandonare le sigarette a combustione.
La Commissione ha giustificato il suo approccio con i rischi legati all’uso e alla dipendenza dei giovani, mentre i critici sostengono che ciò ha messo in secondo piano le prove sulla riduzione dei danni per i fumatori adulti.
I risultati della revisione della Commissione per il 2026 dovrebbero determinare se la politica dell’UE continuerà a trattare i prodotti senza fumo allo stesso modo delle sigarette.
