Nell’ultimo decennio il Giappone ha visto diminuire drasticamente il consumo di sigarette, mentre si è assistito a una rapida crescita dei prodotti del tabacco riscaldati (HTP) – un cambiamento che, secondo i sostenitori della salute pubblica, offre lezioni per la spinta antifumo di Taiwan.
In un recente post su X, Smoke Free Sweden ha dichiarato che i tassi di fumo in Giappone si sono dimezzati dal 2015, collegando il calo all’aumento degli HTP.
Il cambiamento del tabacco in Giappone
Il Giappone è stato a lungo uno dei maggiori mercati mondiali del tabacco, ma il fumo è in calo da oltre 20 anni. Questa tendenza si è accelerata a partire dalla metà degli anni 2010, quando sono stati introdotti gli HTP.
I dati del governo mostrano che la prevalenza di fumatori adulti è scesa a circa il 15% nel 2022, il livello più basso mai registrato. Nello stesso periodo, le vendite di sigarette tradizionali sono diminuite drasticamente, mentre i prodotti riscaldati hanno guadagnato una quota crescente del mercato.
Tra il 2018 e il 2023, le vendite di sigarette sul territorio nazionale sono diminuite di circa un terzo, secondo i dati dell’industria e della ricerca. Il Giappone è ora il più grande mercato al mondo per gli HTP.
A differenza delle sigarette tradizionali, i prodotti riscaldati riscaldano il tabacco senza bruciarlo, producendo meno sostanze chimiche nocive. I sostenitori sostengono che questo li rende un’opzione meno dannosa per i fumatori che hanno difficoltà a smettere.
Smoke Free Sweden ha citato una ricerca che suggerisce che “se la metà di tutti i fumatori di sigarette passasse agli HTP, si potrebbero prevenire 12 milioni di casi di malattie legate al fumo”.
Taipei guarda a Tokyo
L’esperienza del Giappone sta ora influenzando le discussioni politiche a Taiwan.
Il sindaco di Taipei Chiang Wan-an ha annunciato l’intenzione di rafforzare le norme antifumo e di creare aree fumatori all’aperto, ispirandosi all’approccio di Tokyo.
Nella capitale del Giappone è ampiamente vietato fumare nelle strade e negli spazi pubblici, tranne che nelle zone chiaramente segnalate. Questo sistema ha contribuito a ridurre l’esposizione al fumo passivo e i rifiuti di sigarette nei quartieri più frequentati.
Chiang ha dichiarato che Taipei manterrà le regole antifumo esistenti e introdurrà nuove misure entro la fine dell’anno. I sondaggi citati dalla città mostrano che l’85% dei residenti si è imbattuto in persone che fumavano mentre camminavano, mentre l’80% è a favore di aree fumatori fisse all’aperto.
Gli uffici sanitari e ambientali della città, in collaborazione con le forze dell’ordine, stanno sviluppando un’implementazione graduale.
Limiti delle leggi attuali
La legge di Taiwan per la prevenzione dei rischi del tabacco vieta già di fumare nei pressi delle scuole e all’esterno di alcuni esercizi commerciali, ma non riguarda il fumo mentre si cammina.
Anche l’applicazione della legge è limitata. Secondo Lin Ching-li, direttore del John Tung Foundation Tobacco Control Center, solo le autorità sanitarie possono sanzionare le violazioni del fumo, mentre le agenzie ambientali si concentrano sui rifiuti.
Al contrario, città come Hong Kong permettono alle autorità sanitarie, ambientali e di polizia di far rispettare le norme antifumo.
Lin ha affermato che le politiche antifumo dovrebbero iniziare all’interno, coprendo i luoghi di lavoro e gli edifici pubblici, prima di espandersi all’esterno. Ha accolto con favore i piani di Taipei, affermando che probabilmente attireranno un forte sostegno pubblico.
Le sfide politiche future
I funzionari riconoscono che l’alta densità di popolazione di Taipei rende difficile collocare zone per fumatori senza causare conflitti con i residenti e le imprese.
Trovare luoghi adatti, garantire la conformità e coordinare l’applicazione delle norme richiederà molteplici strategie e una continua consultazione pubblica.
Il dibattito mette in luce una sfida più ampia che i governi di tutto il mondo devono affrontare: come combinare norme antifumo rigorose con approcci di riduzione del danno che incoraggino i fumatori a smettere o ad abbandonare le sigarette.
L’esperienza del Giappone, dove la diminuzione dei tassi di fumo ha coinciso con l’aumento degli HTP, offre un possibile modello.
