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Weight of Harm Reduction evidence

L’agenzia sanitaria francese conferma che il vaping è molto meno dannoso del fumo

  • L’ANSES sostiene che gli effetti del vaping sulla salute non sono di gravità equivalente a quelli causati dal tabacco
  • I rischi del vaping rimangono inferiori a quelli associati al fumo
  • Nessun tumore identificato nelle persone che svapano
  • L’esposizione ai principali composti tossici è ridotta dall’80% a quasi il 100% rispetto alle sigarette.

L’agenzia nazionale francese per la salute e la sicurezza ANSES ha rilasciato una delle più chiare dichiarazioni da parte di un importante organismo sanitario europeo, secondo cui il vaping è meno dannoso del fumo.

Nella sua valutazione scientifica di 700 pagine sui prodotti del vaping, l’agenzia conclude che, sebbene il vaping non sia privo di rischi, i suoi effetti sono sempre meno gravi di quelli causati dal tabacco combustibile.

Non è equivalente al fumo

“Le conoscenze attuali permettono di concludere che gli effetti associati all’uso delle sigarette elettroniche non sono di gravità equivalente a quelli causati dal tabacco”, afferma l’ANSES.

“Sebbene le sigarette elettroniche comportino meno effetti nocivi rispetto al fumo di tabacco, il loro utilizzo non è esente da rischi, che rimangono comunque inferiori a quelli associati al fumo.”

L’agenzia sottolinea l’assenza di combustione come “un importante vantaggio del vaping”, notando che questo riduce sostanzialmente l’esposizione alle sostanze tossiche e cancerogene che rendono il fumo così mortale.

In altre parole, niente fumo significa una riduzione drastica delle tossine.

Effetti cardiovascolari: rischio minore, la nicotina è il fattore determinante

Per quanto riguarda la salute del cuore, l’ANSES ritiene che alcuni cambiamenti a breve termine, come l’aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, siano “probabili” in presenza di nicotina.

Questi includono “un aumento della pressione sanguigna sistolica e/o diastolica e della frequenza cardiaca in presenza di nicotina” e “una compromissione della funzione endoteliale in presenza di nicotina”.

Tuttavia, l’agenzia sottolinea che il legame tra queste risposte fisiologiche e le malattie croniche a lungo termine “resta da dimostrare”.

Ciò significa che, sebbene la nicotina abbia effetti misurabili a breve termine, non ci sono prove che il vaping produca lo stesso carico di malattie cardiovascolari accertato del fumo, dove le prove sono definite “accertate”.

Malattie respiratorie: evidenze più deboli rispetto al fumo

Per quanto riguarda gli esiti respiratori, c’è un chiaro contrasto con il fumo. Per l’asma e la bronchite, il “peso delle prove” è giudicato “insufficiente”. Per la BPCO, l’associazione è definita “possibile”, ma l’agenzia chiarisce che i dati sono limitati e spesso confusi dall’anamnesi del fumo.

ANSES sottolinea ripetutamente la mancanza di dati a lungo termine e le sfide metodologiche legate allo studio di un prodotto relativamente nuovo. L’assenza di prove non deve essere confusa con l’evidenza di un danno.

È importante notare che quando l’agenzia confronta il vaping con il fumo nelle principali categorie di malattie, il peso delle prove per il fumo è “consolidato”, mentre per il vaping è inferiore in ogni caso.

Cancro: nessun tumore identificato

Forse la cosa più significativa è che l’ANSES afferma che: “Ad oggi, nessuno studio condotto tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche ha individuato lo sviluppo di tumori”.

Il rapporto individua “la possibile comparsa di cambiamenti biologici compatibili con le prime fasi della cancerogenesi”, tra cui “effetti genotossici”, “effetti mutageni” e “alterazioni epigenetiche”.

Ma è chiaro che questi risultati “non consentono di prevedere l’insorgenza del cancro, né di stabilire un legame causale”.

Dato che il vaping è ampiamente diffuso da poco più di 15 anni, l’ANSES sottolinea la necessità di un monitoraggio a lungo termine. Tuttavia, l’assenza di tumori identificati negli utenti è un dato cruciale nel dibattito sulla riduzione del danno.

Gravidanza: cautela, ma basata su dati animali

Per quanto riguarda la gravidanza, l’agenzia conclude che ci sono “possibili effetti dannosi a livello cardiovascolare e respiratorio per la prole di donne incinte che svapano”, basandosi principalmente su studi sugli animali.

Come per il fumo, l’opzione più sicura in gravidanza è l’astinenza da nicotina. Tuttavia, questa sezione non pregiudica la conclusione fondamentale secondo cui il vaping presenta rischi complessivamente inferiori rispetto al tabacco combustibile.

Rischio quantitativo: esposizione tossica drasticamente inferiore a quella del fumo

L’ANSES ha anche effettuato una valutazione quantitativa del rischio delle aldeidi, composti tossici generati dalle emissioni.

Per quanto riguarda le sigarette, l’agenzia conclude che il rischio legato all’esposizione alle aldeidi “non può mai essere escluso”, anche a livelli di consumo molto bassi.

Per il vaping, i risultati sono descritti come “più contrastanti”. A seconda del composto e dello scenario di esposizione, tra il 5% e quasi il 100% delle situazioni di esposizione simulate non ha potuto escludere il rischio.

Il risultato principale

Nel complesso, l’ANSES ha dichiarato che: “Il vaping porta a una forte riduzione dell’esposizione alle aldeidi nelle emissioni: dall’80 a quasi il 100%” rispetto al fumo.

Si tratta di un’enorme riduzione dell’esposizione ad alcuni dei componenti più dannosi del fumo di tabacco. L’ANSES osserva che, sebbene la riduzione delle emissioni non elimini automaticamente il rischio, la riduzione è sostanziale e consistente.

Un messaggio di riduzione del danno

Per quanto riguarda gli esiti cardiovascolari, respiratori e oncologici, l’ANSES conclude che il “peso delle prove” dei danni del vaping è sempre inferiore a quello del fumo.

Il documento riconosce le incertezze e richiede un monitoraggio continuo, ma chiarisce anche che il vaping non produce danni “di gravità equivalente” a quelli del tabacco.

Per i fumatori che non possono o non vogliono smettere del tutto con la nicotina, questa distinzione è importante.

Il rapporto dovrebbe guidare la futura regolamentazione in Francia. Una seconda valutazione, prevista per quest’anno, esaminerà se i prodotti del vaping debbano essere formalmente integrati nella politica nazionale di disassuefazione dal fumo.

Nel complesso, i risultati rafforzano ciò che molti esperti di salute pubblica sostengono da anni. Sebbene non sia innocuo, il vaping rappresenta un’alternativa sostanzialmente meno rischiosa del fumo e un potente strumento per la riduzione dei danni.

(Tutte le citazioni sono tradotte dal rapporto originale francese).

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