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Clowns at the WHO

Un nuovo rapporto dell’OMS spinge a un giro di vite più severo sulle buste di nicotina

  • L’OMS esorta i governi a prendere in considerazione una regolamentazione rigorosa – e potenzialmente il divieto – delle buste di nicotina, avvertendo che rischiano di creare “una nuova generazione” dipendente dalla nicotina.
  • Il rapporto sostiene che le buste di nicotina vengono commercializzate con “temi giovanili”, sapori dolci e messaggi d’uso “discreti” che potrebbero attrarre gli adolescenti.
  • Ma il documento evidenzia anche un crescente divario nel controllo del tabacco a livello mondiale su come trattare i prodotti a basso rischio di nicotina rispetto alle sigarette.
  • I critici sostengono che un approccio sempre più restrittivo ai prodotti con nicotina più sicuri rischia di trascurare il ruolo che essi possono svolgere per gli adulti che cercano di allontanarsi dal fumo.

Un nuovo importante rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiede restrizioni più severe sulle buste di nicotina.

Il rapporto di 152 pagine, intitolato “Exposing marketing tactics and strategies driving the global growth of nicotine pouches”, avverte che i prodotti vengono promossi in modi che potrebbero attrarre i giovani e sollecita i governi ad adottare “regolamenti completi a prova di futuro” che coprano tutti i prodotti a base di tabacco e nicotina.

L’OMS afferma che le buste di nicotina sono “commercializzate e promosse in modo aggressivo tra i giovani” e dice che sono spesso pubblicizzate utilizzando “temi giovanili, tra cui il divertimento con gli amici, il romanticismo e lo sport”.

Il rapporto solleva anche preoccupazioni riguardo agli aromi, al marchio e all’intensità della nicotina. Afferma che alcuni prodotti contengono “alte concentrazioni di nicotina” e avverte che nomi di sapori come “gomma da masticare” e “orsetti gommosi” possono essere “particolarmente attraenti per i bambini”.

L’OMS sostiene che “senza una solida supervisione normativa, la proliferazione di questi prodotti rischia di compromettere decenni di progressi nel controllo del tabacco”.

Concentrati sul fascino dei giovani

Gran parte del rapporto è incentrato sulle preoccupazioni relative all’adozione da parte dei giovani.

L’OMS afferma che le buste di nicotina sono spesso commercializzate per un uso “discreto” o “furtivo”, “per renderlo difficile da individuare da parte di genitori o insegnanti e come modo per infrangere le regole”.

Inoltre, avverte che la promozione sui social media, l’influencer marketing e la sponsorizzazione di eventi orientati ai giovani stanno contribuendo a guidare la crescita globale.

Secondo il rapporto, i produttori di sacchetti di nicotina “sponsorizzano comunemente eventi orientati ai giovani, in cui i sacchetti di nicotina e la merce di marca vengono distribuiti da giovani e attraenti ‘ambasciatori del marchio'”.

L’OMS esorta i paesi a vietare del tutto le buste di nicotina o a introdurre controlli severi su pubblicità, aromi, confezioni e concentrazioni di nicotina.

Il rapporto afferma che: “Laddove la commercializzazione (produzione, vendita, importazione e distribuzione) delle buste di nicotina non sia vietata, queste dovrebbero essere rigorosamente regolamentate per prevenire il marketing, l’attrazione e l’iniziazione dei giovani e per ridurre la domanda”.

Aggiunge che gli approcci normativi “potrebbero includere un divieto, se in linea con gli obiettivi della politica di controllo del tabacco del paese”.

L’OMS raccomanda inoltre ai governi di “vietare le affermazioni dei produttori relative alla salute, compresa la loro potenziale efficacia come prodotti per la disassuefazione, a meno che i prodotti non siano autorizzati e approvati come tali dalle autorità di regolamentazione”.

Un divario crescente nel controllo del tabacco

Il rapporto giunge nel mezzo di un dibattito sempre più polarizzato sulle modalità di regolamentazione dei prodotti non combustibili a base di nicotina.

Sebbene le sigarette uccidano milioni di persone ogni anno, molti esperti di salute pubblica fanno una distinzione tra i prodotti del tabacco combustibile e le alternative alla nicotina senza fumo come i vapes, il tabacco riscaldato e le bustine di nicotina.

Il rapporto dell’OMS raggruppa ripetutamente le buste di nicotina insieme ad altri prodotti a base di tabacco e nicotina, sostenendo che le autorità di regolamentazione dovrebbero adottare “approcci normativi completi che coprano tutti i prodotti a base di tabacco, nicotina e correlati, comprese le buste di nicotina”.

Il documento afferma che “tutti i prodotti a base di tabacco, nicotina e affini comportano rischi per la salute, compreso il rischio di dipendenza”.

Ma i critici dell’approccio dell’OMS sostengono da tempo che trattare tutti i prodotti a base di nicotina in modo simile rischia di oscurare le principali differenze di rischio tra le sigarette combustibili e le alternative senza fumo.

Il rapporto stesso si concentra molto sulla dipendenza, sull’assunzione da parte dei giovani e sulle pratiche di marketing, ma contiene una discussione relativamente limitata sulla possibilità che le buste di nicotina riducano i danni per i fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare sigarette.

L’OMS raccomanda invece che le buste di nicotina non vengano trattate come prodotti terapeutici “a meno che non venga dimostrato che si tratta di terapie sostitutive della nicotina seguendo percorsi farmaceutici rigorosi”.

Il rapporto esorta inoltre i governi a “vietare tutte le forme di marketing e le attività promozionali” legate alle buste di nicotina.

Le restrizioni globali sono già in aumento

L’OMS afferma che 16 paesi hanno vietato la vendita di sacchetti di nicotina entro la fine del 2024, mentre 32 paesi li hanno regolamentati in qualche modo.

Tra questi paesi, l’OMS afferma che cinque hanno imposto restrizioni sul sapore e 26 hanno limitato le vendite ai minori.

Il rapporto descrive le buste di nicotina come prodotti che spesso cadono tra le “fessure” della regolamentazione, che secondo il rapporto sono “spesso sfruttate dalle industrie del tabacco e della nicotina”.

L’OMS fa inoltre ripetutamente riferimento agli obblighi previsti dalla Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco (FCTC), tra cui l’articolo 5.3, che richiede ai governi di proteggere le politiche di controllo del tabacco da “interessi commerciali e altri interessi acquisiti dell’industria del tabacco”.

Questo linguaggio riflette la posizione sempre più dura che alcuni organismi di controllo del tabacco hanno assunto nei confronti del coinvolgimento delle aziende del tabacco nei mercati della nicotina senza fumo.

Tuttavia, i sostenitori della riduzione del danno sostengono che un’attenzione esclusiva al coinvolgimento dell’industria può distrarre da una questione centrale di salute pubblica, ovvero se i fumatori che abbandonano completamente le sigarette a combustione riducono la loro esposizione alle sostanze tossiche.

Problemi di riduzione del danno non risolti

Il rapporto dell’OMS chiarisce che la sua preoccupazione principale è quella di prevenire l’iniziazione alla nicotina tra i non consumatori, in particolare tra gli adolescenti.

Il documento afferma che: “Poiché la maggior parte della dipendenza da nicotina inizia nell’adolescenza, la protezione dei giovani deve rimanere una priorità fondamentale per la salute pubblica”.

Questa posizione è ampiamente condivisa da tutta la sanità pubblica. Ma i critici sostengono che dibattiti politici come questo rischiano sempre più di far collassare due questioni distinte in una sola: prevenire l’assunzione da parte dei giovani e allo stesso tempo riconoscere che i prodotti a basso rischio di nicotina possono offrire un’alternativa meno dannosa per gli attuali fumatori adulti.

Il rapporto stesso riconosce la “rapida crescita” delle buste di nicotina a livello globale. Ma inquadra questa crescita soprattutto come “una sfida per la salute pubblica con implicazioni a lungo termine”.

L’OMS avverte che le buste di nicotina possono “agganciare” gli utenti e “sostenere la dipendenza”. Inoltre, afferma che l’iniziazione tra i giovani può aumentare la probabilità di “passare in futuro ad altri prodotti del tabacco e affini”.

Il rapporto non sostiene che le buste di nicotina siano pericolose quanto il fumo delle sigarette. Tuttavia, i sostenitori della riduzione del danno si chiederanno se l’orientamento normativo generale proposto dall’OMS rifletta adeguatamente il continuum di rischio ampiamente accettato tra il tabacco combustibile e i prodotti a base di nicotina non combustibili.

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