Un gruppo di 23 esperti europei di scienza del tabacco e della nicotina ha scritto al Presidente della Commissione Europea, avvertendo che le recenti dichiarazioni sul vaping e altri prodotti senza fumo sono “false e fuorvianti”.
In una lettera di otto pagine inviata il 25 febbraio, i firmatari si dicono “profondamente preoccupati dalle recenti affermazioni del Commissario Várhelyi, secondo cui l’uso di prodotti senza fumo presenta rischi paragonabili a quelli del fumo di sigaretta”.
Scrivono: “Non c’è alcuna base scientifica per questa affermazione e c’è una forte base scientifica per valutare che i prodotti senza fumo e con nicotina presentano solo una piccola frazione del rischio delle sigarette”.
Commenti del Commissario UE
La lettera è incentrata sui commenti fatti dal Commissario alla Salute Olivér Várhelyi in un’intervista a Euractiv.
Alla domanda se i prodotti alternativi al tabacco siano dannosi quanto le sigarette tradizionali, il Commissario ha risposto: “Sì, lo sono. Assolutamente sì. Al cento per cento”. Incalzato ulteriormente, ha aggiunto: “Altrettanto dannosi. So che a loro non piace, ma ne sono assolutamente certo”.
Gli esperti descrivono queste osservazioni come parte di “uno schema di disinformazione e false dichiarazioni da parte del Commissario”.
Citano anche commenti precedenti, tra cui una dichiarazione rilasciata alla commissione ENVI del Parlamento europeo nel maggio 2025, secondo cui “il vaping… ha creato rischi per la salute completamente nuovi [che] sono paragonabili o addirittura maggiori del fumo stesso”.
“Basta leggere alcuni articoli sui ‘polmoni da popcorn’, un fenomeno del tutto nuovo che sta conquistando le giovani generazioni”.
Nella loro risposta, i firmatari affermano che: “I rischi non sono paragonabili e non sono noti casi di polmone a popcorn (bronchiolite obliterante) causati dal vaping”.
Inoltre criticano una risposta della Commissione del gennaio 2026 a un’interrogazione parlamentare, in cui si affermava che: “L’uso di tabacco e prodotti a base di nicotina senza fumo, rispetto al fumo a combustione, non riduce i rischi per la salute”.
Gli esperti sostengono che questa posizione si basa su un errore logico e aggiungono: “C’è un’importante differenza tra sicuro e più sicuro: i prodotti senza fumo non devono essere ‘sicuri’ per essere molto più ‘sicuri’ delle sigarette”.
“Molto meno dannoso delle sigarette”
La lettera espone quello che gli autori descrivono come il consenso scientifico sul rischio relativo.
“Non c’è alcuna seria controversia sul fatto che il vaping, le buste e altre forme di prodotti non combustibili a base di tabacco e nicotina siano molto meno dannosi del fumo”, scrivono.
L’autore sottolinea la distinzione fondamentale tra prodotti combustibili e non combustibili, affermando che: “La differenza fondamentale tra prodotti combustibili e non combustibili è la formazione di migliaia di sottoprodotti della combustione”.
La lettera osserva che “il fumo di tabacco contiene circa 7.000 agenti chimici identificabili, di cui almeno 158 sono noti come tossici o cancerogeni” e aggiunge che le misure dell’esposizione ai tossici tra le persone che utilizzano prodotti senza fumo sono “molto più basse rispetto a quelle delle persone che fumano, vicine al background o non rilevabili dalle persone”.
Gli autori sottolineano che: “Non affermiamo che questi prodotti siano ‘sicuri’ o ‘innocui’, ma solo che sono, al di là di ogni ragionevole dubbio, molto meno dannosi delle sigarette”.
Inoltre, sottolineano la nota osservazione del professor Michael Russell: “La gente fuma per la nicotina ma muore per il catrame”.
Salute pubblica e implicazioni politiche
Gli esperti avvertono che una rappresentazione errata del rischio relativo ha conseguenze reali.
“Dato che il fumo uccide ogni anno circa 700.000 cittadini dell’Unione Europea, questa errata rappresentazione dei rischi ha molteplici conseguenze negative per la salute pubblica e per le politiche dell’Unione Europea”, scrivono nell’e-mail di accompagnamento.
Nella lettera principale, descrivono gli errori come “non banali”, aggiungendo che riguardano “un’importante questione di salute pubblica: circa 90 milioni di cittadini dell’UE fumano ancora (quasi un adulto su quattro) e oltre 700.000 europei muoiono prematuramente ogni anno per malattie legate al fumo”.
Sostengono che le dichiarazioni fuorvianti potrebbero distorcere le revisioni della direttiva sulle accise del tabacco e della direttiva sui prodotti del tabacco, compromettere il piano europeo per la lotta contro il cancro e il piano europeo per la salute cardiovascolare e danneggiare il funzionamento del mercato interno.
La lettera si conclude con un appello diretto alla leadership della Commissione. Si legge: “I vertici della Commissione, o altre istituzioni, devono agire rapidamente per correggere le dichiarazioni pericolose, false e fuorvianti del commissario Várhelyi e per garantire che l’elaborazione di politiche potenzialmente in grado di salvare o minacciare la vita di milioni di cittadini dell’UE sia fondata su solide basi scientifiche”.
E aggiunge: “Fondamentalmente, le istituzioni europee possono appoggiare la posizione del Commissario o prendere sul serio le loro responsabilità politiche. Non possono fare entrambe le cose”.
