
- Le riprese in incognito mostrano la vendita di vapes illegali nei negozi, sui social media e nelle auto in sosta.
- I giovani affermano che è facile accedere a prodotti vietati, spesso tramite Snapchat o gli amici
- Un negozio su cinque tra quelli visitati ha venduto vapes illegali nonostante le regole severe
- Gli esperti avvertono che una scarsa applicazione della legge rischia di minare la fiducia e di alimentare un mercato nero in crescita.
Un nuovo documentario sotto copertura ha rivelato la facilità con cui è possibile acquistare vapes illegali in Belgio, sollevando nuove preoccupazioni sull’applicazione della legge e sulla rapida crescita di un mercato non regolamentato.
Il cortometraggio, “Just No Reason”, segue gli investigatori mentre rintracciano i venditori, parlano con i giovani e confrontano i politici con le prove che i prodotti vietati rimangono ampiamente disponibili.
“Continuano ad apparire ovunque”
Il film si apre con una valutazione scioccante della portata del problema, mostrando vapes usa e getta dai colori sgargianti e ad alto contenuto di nicotina, vietati dalla legge belga.
Il narratore dice: “Vaporizza con il colore. Vapori con luci e giochi. Vapori di tutte le forme e dimensioni. Una cosa hanno in comune. Sono illegali. Eppure continuano ad apparire ovunque”.
Nonostante gli sforzi per far rispettare la legge, il documentario osserva che “solo in Belgio, nel 2025 sono stati sequestrati 140.000 vapes illegali”, aggiungendo che questa è “solo la punta dell’iceberg”.
Facile accesso per i giovani
Gli adolescenti intervistati nel film descrivono quanto sia semplice ottenere prodotti illegali, spesso attraverso reti informali.
“Ho iniziato a fare vaping a 15 anni”, racconta una ragazza adolescente di nome Charlotte. “Ho 15 anni e faccio vaping da due anni e mezzo”.
Altri dicono che le vie di approvvigionamento includono i locali notturni, gli amici e le piattaforme dei social media. “Ho poi ricevuto i miei vapes da amici che li hanno ricevuti o da spacciatori che li hanno condivisi su Snapchat”, racconta Charlotte.
Anche il fascino dei disegni e dei sapori colorati viene messo in evidenza. “Di solito compriamo vapori con molti più colori e disegni, perché sono più attraenti”, aggiunge Charlotte.
I negozi vendono ancora prodotti vietati
Sebbene molti rivenditori seguano le regole, le visite sotto copertura hanno rilevato che alcuni continuano a vendere vapes illegali e altri prodotti a base di nicotina vietati.
“In un negozio su cinque abbiamo potuto acquistare vapes illegali”, spiega il documentario.
In alcuni casi, i venditori hanno riconosciuto apertamente il divieto, ma hanno indirizzato gli acquirenti altrove. “Si può comprare nei nightclub”, ha detto un venditore. Altri hanno ammesso che la domanda è aumentata dopo l’inasprimento delle restrizioni. “Dato che l’hanno abolito, è molto più divertente fare cose furtive”, ha spiegato uno di loro.
I social media e le reti di distribuzione guidano il commercio
L’indagine ha scoperto che le piattaforme online giocano un ruolo fondamentale nel mercato illegale, con gli spacciatori che utilizzano le app di messaggistica per entrare in contatto con gli acquirenti.

Fingendosi clienti, i registi si sono subito messi in contatto con un venditore che offriva quantità ingenti.
“Posso consegnare se prendi 10 o 20 dollari”, ha detto. “È possibile. Sì, certo. Li abbiamo tutti”. Il commerciante ha anche descritto l’entità della domanda, dicendo: “È un grande business”.
Il documentario evidenzia come le transazioni possano essere completate utilizzando i metodi di pagamento tradizionali e i servizi di consegna standard, rendendo più difficile l’applicazione della legge.
Lotte per l’applicazione e “porte sul retro spalancate”.
Uno specialista del cancro intervistato nel filmato avverte che i prodotti non regolamentati potrebbero comportare seri rischi. “È molto grave perché credo che i giovani non si rendano conto che stanno acquistando qualcosa che li danneggerà profondamente”, afferma Filip Lardon, aggiungendo che alcuni vapes illegali contengono “un dosaggio piuttosto elevato di nicotina”. In un caso, un dispositivo analizzato conteneva nicotina “equivalente a 400 sigarette”. Il filmato solleva anche la preoccupazione che in alcuni liquidi compaiano “droghe sintetiche”, sottolineando l’incertezza su ciò che gli utenti potrebbero inalare.
I commercianti e gli esperti intervistati nel film avvertono che l’attuale applicazione delle norme non riesce a tenere il passo con l’entità del problema. “La credibilità di un governo è… carente nel far rispettare le proprie regole”, ha dichiarato uno di loro.
Il negoziante Peter Laurysen descrive come i prodotti illegali passino anche attraverso gli spazi commerciali legittimi. “Recentemente, due grandi quantità di bastoncini di nicotina sono state consegnate ai clienti in un pacchetto. Fino a dodici scatole piene”, dice. “Sotto il mio naso entrano ed escono. Nel mio negozio. E poi ti senti molto piccolo”.
Invita a un’azione più incisiva e a una migliore regolamentazione
Il documentario solleva il dubbio che le attuali politiche stiano inavvertitamente alimentando il mercato nero. Alcuni esperti sostengono che il semplice inasprimento delle restrizioni senza un’efficace applicazione delle norme rischia di spingere un maggior numero di consumatori verso l’offerta illegale.
“Fermate immediatamente il circuito illegale”, ha detto uno di loro. “E rendilo innanzitutto un circuito legale. In modo da controllare e regolamentare al minimo la compravendita”.
Altri sottolineano la necessità di un’azione coordinata in tutta Europa per prevenire il commercio transfrontaliero. Un esperto sostiene che gli sforzi del Belgio sono vanificati dalle differenze tra le norme nazionali nell’UE. “L’ideale sarebbe scegliere un approccio europeo, che sia uguale in tutti gli Stati membri”, afferma. “E oggi vediamo un po’ troppe divergenze”. In “un’economia aperta come quella europea”, aggiunge, è “troppo facile spostarsi da un paese all’altro con i prodotti”.
Altri avvertono che regole troppo restrittive potrebbero avere conseguenze indesiderate per gli adulti che hanno abbandonato il fumo. Jens Houtmeyers dice: “Troverei anche molto spiacevole che tutte le persone che sono passate dalle sigarette normali ai vapes ora perdano, magari tornando alle sigarette”.
Un problema crescente e complesso
Il film conclude che per contrastare il mercato illegale del vape non bastano misure isolate, ma è necessario considerare la portata delle catene di approvvigionamento globali e delle vendite online.
A fronte di quello che un esperto descrive come “uno tsunami di pacchi”, le autorità devono affrontare una sfida significativa per identificare e intercettare i prodotti illegali.
Il film prende il nome dal marchio cinese JNR – “Just No Reason” – che compare ampiamente nel mercato illegale e che i registi descrivono come un prodotto rivolto ai giovani, nonostante la scarsa trasparenza su chi ci sia dietro.

