
- Una revisione di 12 studi sull’uomo ha trovato risultati contrastanti e incoerenti sui batteri orali nelle persone che fanno uso di vapes.
- Sono state osservate alcune differenze nel microbiota orale, ma nessun modello coerente legato alla malattia.
- L’evidenza è stata classificata come “molto bassa”, il che significa che la ricerca attuale non è in grado di stabilire un chiaro legame tra il vaping e le malattie del cavo orale.
- I ricercatori affermano che sono necessari altri studi a lungo termine per capire il reale impatto sulla salute
Una nuova revisione sistematica non ha trovato prove evidenti che il vaping provochi malattie orali, nonostante abbia identificato alcuni cambiamenti nei batteri presenti nella bocca.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology, ha analizzato 12 studi sull’uomo confrontando il microbiota orale di persone che fanno uso di vapes, fumatori e persone che non hanno mai fumato.
I ricercatori hanno voluto “esaminare se il microbiota orale degli utilizzatori di sigarette elettroniche differisce da quello dei non fumatori e dei fumatori attuali”.
Cosa ha esaminato lo studio
Il microbiota orale si riferisce alla comunità di batteri e altri microrganismi che vivono nella bocca. Questo sistema svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute orale ma può essere influenzato da fattori come la dieta, l’igiene e l’uso del tabacco.
Mentre gli effetti nocivi del fumo sulla salute orale sono ben noti, i ricercatori hanno affermato che l’impatto del vaping non è ancora chiaro, notando che “le conseguenze a lungo termine dell’esposizione all’aerosol delle sigarette elettroniche e quindi la sicurezza, specialmente all’interno del cavo orale, rimangono incomplete”.
Per indagare su questo aspetto, il team ha esaminato gli studi che hanno analizzato campioni di saliva, placca e tessuto orale utilizzando tecniche molecolari.
Risultati contrastanti e incoerenti
In tutti gli studi, i risultati sono stati tutt’altro che coerenti. Alcune misure della diversità batterica non hanno mostrato chiare differenze tra chi svapa, fuma o non ha mai fumato, mentre altre variavano a seconda del tipo di campione analizzato.
La revisione ha rilevato che “i risultati della diversità alfa erano incoerenti tra i vari campioni”, il che significa che non c’era uno schema affidabile nella gamma complessiva di batteri presenti.
Sono state riscontrate differenze anche nei tipi di batteri trovati, ma anche in questo caso si tratta di differenze notevoli tra gli studi.
“Le differenze tassonomiche erano eterogenee e dipendenti dal campione”, hanno riferito gli autori, con alcuni aumenti in alcuni batteri rispetto ai non fumatori, ma senza una tendenza coerente.
Un profilo distinto ma non chiaro
Uno dei risultati più consistenti è stato che le persone che fanno uso di vapes tendono ad avere un mix diverso di batteri orali rispetto ai fumatori e ai non fumatori.
I ricercatori hanno scoperto che il vaping è collegato a “comunità microbiche distinte”, suggerendo un profilo unico del microbioma orale. Tuttavia, questo non si è tradotto in una chiara evidenza di danno.
In effetti, la revisione suggerisce che il microbiota delle persone che svapano potrebbe trovarsi a metà strada tra i fumatori e i non fumatori, condividendo alcune caratteristiche di entrambi senza corrispondere a nessuno dei due gruppi.

Nessun legame evidente con la malattia
In particolare, lo studio non ha stabilito un legame causale tra il vaping e le malattie del cavo orale.
Sebbene in alcuni studi siano stati individuati alcuni batteri associati ai disturbi gengivali, i risultati sono stati incoerenti e spesso dipendevano da fattori come le condizioni di salute orale esistenti o la storia di fumo.
Gli autori hanno sottolineato che le prove attuali non supportano conclusioni definitive, osservando che “la certezza delle prove è molto bassa a causa dei disegni prevalentemente trasversali e delle limitazioni metodologiche”.
Hanno aggiunto che questo “sottolinea la necessità di studi longitudinali con esposizione e protocolli standardizzati”.
Perché le prove sono limitate
Un problema fondamentale è che la maggior parte degli studi analizzati sono stati trasversali, ovvero hanno fornito solo un’istantanea nel tempo piuttosto che seguire i cambiamenti nel lungo periodo. Ciò rende difficile determinare la causa e l’effetto.
Tra le altre limitazioni vi sono le dimensioni ridotte dei campioni, le differenze nelle modalità di misurazione del vaping e l’inclusione di partecipanti che fumavano anche sigarette.
La revisione ha anche evidenziato il ruolo di altri fattori, come la dieta, l’igiene orale e le condizioni di salute esistenti, che possono influenzare il microbioma orale.
Cosa significa per i consumatori
Per i consumatori, i risultati evidenziano quanto poco si sappia ancora sugli effetti a lungo termine del vaping sulla salute orale. Sebbene siano stati osservati cambiamenti nei batteri orali, non ci sono prove evidenti che questi portino a malattie.
Allo stesso tempo, i rischi del fumo sono ben noti, in particolare per quanto riguarda i disturbi gengivali, la perdita dei denti e i tumori orali.
Lo studio si aggiunge a un crescente numero di ricerche che suggeriscono che, sebbene il vaping possa influire sull’ambiente orale, il suo impatto sembra essere meno chiaramente definito – e probabilmente meno dannoso – rispetto al fumo.
Invito a migliorare la ricerca
Gli autori affermano che sono necessarie ricerche più approfondite per fornire risposte più chiare.
Gli studi futuri dovrebbero seguire le persone nel tempo, utilizzare metodi coerenti e tenere meglio conto di fattori confondenti come la storia di fumo e lo stato di salute orale.
Fino ad allora, la revisione conclude che, sebbene il vaping sia associato a cambiamenti nel microbiota orale, le prove non sono abbastanza solide per trarre conclusioni definitive sul suo impatto sulla salute orale.

