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Il vaping supera il fumo per la prima volta nel Regno Unito, secondo l’analisi CoEHAR

  • Il vaping ha superato il fumo in Gran Bretagna per la prima volta nella storia
  • Il 10,0% degli adulti usa i vapes, rispetto al 9,1% dei fumatori.
  • Il fumo si è dimezzato dal 2011, passando dal 20,2% al 10,6%.
  • La maggior parte delle persone che svapano sono fumatori o ex fumatori.

Il vaping ha superato per la prima volta il fumo nel Regno Unito: un momento storico che potrebbe ridisegnare il futuro del controllo del tabacco e che segna una svolta decisiva rispetto al tabacco combustibile.

Fonte: CoEHAR.org

Si tratta di un crossover che sarebbe stato quasi impensabile un decennio fa, quando il fumo dominava ancora il consumo di nicotina.

Questo dato emerge da un nuovo commento del CoEHAR (Centro di Eccellenza per l’Accelerazione della Riduzione del Danno) pubblicato sull’International Journal of Public Health, che descrive il crossover come una “notevole pietra miliare nel controllo del tabacco”.

Fonte: Implicazioni per la riduzione del danno del sorpasso del vaping sul fumo in Gran Bretagna

Per la prima volta dall’inizio delle registrazioni nel 1974, il 10,0% degli adulti utilizza i vapes, rispetto al 9,1% dei fumatori. In termini assoluti, ciò equivale a circa 5,4 milioni di persone che utilizzano i vapes rispetto a 4,9 milioni di fumatori.

Le cifre si basano sui dati dell’Office for National Statistics (ONS) del Regno Unito, che tiene traccia delle tendenze nazionali del fumo e del vaping.

Un momento di svolta

Nel complesso, i dati indicano un profondo cambiamento nel consumo di nicotina nella popolazione. Quello che un tempo era dominato dal tabacco combustibile viene ora sempre più sostituito da alternative a minor rischio.

Il fumo è ancora una delle principali cause di morte evitabile, responsabile di tumori, malattie cardiache e polmonari, e uccide fino alla metà dei consumatori a lungo termine.

Gli autori notano che questo passaggio si è verificato in concomitanza con “cali sostenuti della prevalenza del fumo” ed è “coerente con gli approcci di riduzione del danno che operano accanto alle misure tradizionali di controllo del tabacco”.

Il fumo è in calo da anni, ma è la prima volta che viene superato da un’alternativa meno rischiosa. La prevalenza è scesa drasticamente dal 20,2% del 2011 al 10,6% del 2024.

Non si tratta di un problema nuovo, ma di un allontanamento dal fumo

I dati non indicano un aumento dei nuovi consumatori di nicotina. Al contrario, il vaping si concentra soprattutto tra le persone che già fumano o fumavano.

Circa il 55% delle persone che svapano sono ex fumatori, il 40% fuma ancora insieme al vaping e solo una piccola minoranza – circa il 5% – non ha mai fumato.

Il documento rileva inoltre che il 32,8% degli attuali fumatori utilizza i vapes, evidenziando quanto i due comportamenti siano ormai strettamente legati.

Gli autori affermano che questa distribuzione mostra che il vaping si concentra “principalmente tra gli individui con una precedente storia di fumo”, con un “passaggio completo più comune rispetto al doppio uso persistente”.

Solo una piccola percentuale di fumatori che non hanno mai fumato dichiara di praticare il vaping, indicando che “i benefici della riduzione del danno a livello di popolazione probabilmente superano i rischi dell’assunzione di nicotina tra coloro che difficilmente avrebbero fumato altrimenti”.

Il doppio uso fa parte del quadro

La persistenza del doppio uso spesso alimenta le critiche, ma l’analisi di CoEHAR dipinge un quadro più sfumato.

“Il doppio uso deve essere interpretato con cautela”, affermano gli autori, notando che “spesso rappresenta una fase di transizione all’interno di un percorso di sostituzione piuttosto che uno stato finale stabile per molti individui”.

Il documento aggiunge che i modelli di doppio uso sono spesso “dinamici dal punto di vista comportamentale” e possono progredire verso la cessazione del fumo per una parte degli utenti.

La scienza alla base del cambiamento

L’abbandono delle sigarette riduce significativamente l’esposizione alle sostanze chimiche nocive.

Il documento evidenzia i risultati che mostrano riduzioni del “90% o più” nei biomarcatori di esposizione alle sostanze cancerogene specifiche del tabacco tra coloro che passano completamente al vaping, con livelli che possono “avvicinarsi a quelli osservati nei non consumatori”.

Il Regno Unito come caso di studio globale

A livello di popolazione, il Regno Unito sta emergendo come un esempio reale di riduzione del danno nella pratica.

Il fumo ha continuato a scendere ai minimi storici nello stesso periodo in cui il vaping si è diffuso.

Il commento evidenzia una “associazione temporale” tra l’aumento della diffusione del vaping e il calo sostenuto del fumo, con diverse linee di evidenza a sostegno di questa interpretazione.

Tra i giovani adulti, il fumo è diminuito drasticamente, mentre il vaping si è stabilizzato o è diminuito. Gli autori affermano che questo andamento “suggerisce che gli eventuali effetti di passaggio sono superati a livello di popolazione dalla diversione dal tabacco combustibile”.

In effetti, la Gran Bretagna sta diventando un banco di prova reale per capire quanto velocemente il fumo possa diminuire quando sono disponibili alternative a minor rischio.

Un “cambiamento storico

Il professor Riccardo Polosa, coautore del commento e fondatore di CoEHAR, afferma: “Si tratta di un cambiamento storico. Il fatto che il vaping abbia superato il fumo a livello di popolazione indica che molti fumatori si stanno allontanando dal tabacco combustibile. La sfida principale è ora quella di garantire che le politiche continuino a proteggere i giovani senza limitare l’accesso ad alternative meno dannose per gli adulti che fumano”.

Il documento avverte che politiche troppo restrittive rischiano di rallentare i progressi o di spingere i consumatori a tornare alle sigarette o a rivolgersi a mercati non regolamentati.

Gli autori concludono che i percorsi di sostituzione possono produrre benefici misurabili per la salute pubblica quando i fumatori hanno accesso a “alternative accessibili, attraenti e adeguatamente regolamentate al tabacco combustibile”.

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