Il commissario europeo alla Salute, Olivér Várhelyi, è al centro di una richiesta di indagine etica dopo che un commentatore politico ha sollevato dubbi sul lavoro svolto da sua moglie per alcuni eurodeputati ungheresi e sulle modalità con cui tale attività è stata resa nota.
In un articolo pubblicato su The Risk-Monger l’8 settembre, David Zaruk ha sostenuto che l’accordo crei un conflitto di interessi e ha esortato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a sottoporlo al Comitato etico indipendente.
Zaruk identifica la moglie di Várhelyi come Imola Várhelyiné Horváth e riferisce che lavora come assistente parlamentare accreditata per 11 eurodeputati ungheresi appartenenti al gruppo “Patrioti per l’Europa”.
Sostiene che la sua posizione, unita a quella che lui descrive come la sua esperienza nel campo delle politiche sanitarie e farmaceutiche, meriti un’attenta valutazione, vista la responsabilità che suo marito ha nella politica sanitaria dell’UE.
L’articolo non dimostra che siano state divulgate informazioni riservate né che lei abbia influenzato le decisioni del commissario.
Dubbi sulla divulgazione
Al centro della critica di Zaruk c’è una discrepanza tra due dichiarazioni di interessi.
Riferisce che nella dichiarazione presentata da Várhelyi in vista delle audizioni di conferma del 2024 non figurava alcuna attività professionale della moglie. Mette a confronto questo dato con una dichiarazione successiva in cui si riconosceva il suo impiego presso il Parlamento.
La dichiarazione attualmente pubblicata dalla Commissione, datata 18 marzo 2026, indica l’attività professionale della sua compagna come “assistente parlamentare accreditata presso il Parlamento europeo”. Non riporta il suo nome né identifica i deputati europei che assiste.
Questa discrepanza solleva un dubbio su quando sia iniziato il suo rapporto di lavoro e quando sia stato dichiarato. Zaruk sostiene di essere un’assistente accreditata almeno dal 2024, ma il materiale presentato non stabilisce la data esatta di inizio necessaria per valutare la dichiarazione precedente.
Zaruk ha detto di aver scritto all’ufficio del commissario per chiedere conferma della relazione, ma di non aver ricevuto alcuna risposta. Nel suo articolo non c’è nessuna replica da parte di Várhelyi né della donna che lui identifica come sua moglie riguardo alle accuse di conflitto di interessi.
Richiesta di una valutazione etica
Zaruk sostiene che questo accordo potrebbe consentire ai deputati europei di accedere a informazioni sulla politica sanitaria della Commissione al di fuori dei canali ufficiali, oppure di influenzarla tramite la moglie del commissario.
Queste sono le preoccupazioni che lui solleva riguardo a un possibile accesso e a una possibile influenza, anche se l’articolo non fornisce alcun esempio documentato di nessuno dei due casi.
Chiede a von der Leyen di invitare il Comitato etico indipendente a esaminare la situazione e a riferire alla Commissione e al Parlamento.
Il codice di condotta della Commissione impone ai commissari di evitare situazioni che potrebbero creare, o che potrebbero ragionevolmente essere percepite come tali, un conflitto di interessi. La definizione di “interessi personali” include anche i potenziali benefici per i coniugi.
Zaruk sostiene che il codice sia stato violato. Il suo articolo non riporta alcuna conclusione ufficiale da parte di un organismo etico dell’UE che confermi che si sia verificata una violazione.
Le polemiche passate sulla nicotina
Várhelyi è già stato criticato per le sue dichiarazioni sulle alternative al fumo.
In una risposta scritta al Parlamento pubblicata a gennaio, ha detto: «L’uso di prodotti a base di tabacco e nicotina senza fumo, a differenza del fumo di tabacco combustibile, non riduce i rischi per la salute».
Questo è successo dopo che, in un’intervista del dicembre 2025, aveva affermato che le sigarette elettroniche, il tabacco riscaldato e le bustine di nicotina fossero “al cento per cento” dannose quanto le sigarette tradizionali.
Per quanto riguarda lo svapo, questa posizione è in contrasto con le linee guida del NHS, secondo cui passare completamente dalle sigarette riduce l’esposizione alle sostanze tossiche ed è meno dannoso che continuare a fumare. Il NHS sottolinea inoltre che lo svapo non è privo di rischi e che i bambini e i non fumatori non dovrebbero iniziare a farlo.
Zaruk cita le dichiarazioni del commissario sulla nicotina per criticare il suo modo di gestire la politica sanitaria. Non fornisce però prove che colleghino quelle dichiarazioni al lavoro parlamentare di sua moglie.

