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Secondo uno studio, quasi il 96% delle sigarette elettroniche in Australia viene acquistato illegalmente, mentre il modello delle farmacie fatica a reggere

Secondo una ricerca che solleva nuovi dubbi sull’efficacia del modello di vendita esclusivo nelle farmacie in vigore nel Paese, quasi il 96% delle sigarette elettroniche acquistate in Australia potrebbe provenire dal mercato nero.

Da un’indagine condotta dal criminologo James Martin su 4.000 consumatori recenti di nicotina è emerso che il 95,7% delle sigarette elettroniche acquistate era di provenienza illegale, mentre solo una piccola parte sembrava essere stata acquistata attraverso canali legali.

Questi risultati arrivano mentre l’Australia continua a limitare la vendita legale di sigarette elettroniche alle farmacie, mentre le sigarette tradizionali sono ancora ampiamente disponibili nei normali negozi.

Da ottobre 2024, gli adulti possono acquistare alcune sigarette elettroniche terapeutiche contenenti fino a 20 mg/ml di nicotina presso le farmacie aderenti all’iniziativa senza prescrizione medica, previa consulenza con un farmacista e nel rispetto delle norme statali e territoriali.

Ma la ricerca suggerisce che, tra i circa 1,5 milioni di australiani che fanno uso di sigarette elettroniche, sono relativamente pochi quelli che ricorrono a questa modalità.

Sembra che le vendite legali stiano perdendo terreno

L’Australia ha progressivamente inasprito le leggi sullo svapo, con restrizioni sui prodotti legali che riguardano i luoghi in cui possono essere venduti, il modo in cui possono essere presentati, nonché gli aromi e i livelli di nicotina disponibili.

L’obiettivo di questa politica è limitare lo svapo ricreativo e tra i giovani, garantendo al contempo l’accesso ai fumatori adulti che cercano un’alternativa meno dannosa alle sigarette.

Ma la portata degli acquisti illegali stimati fa pensare che il mercato regolamentato stia facendo fatica a competere con un mercato nero ormai consolidato, che offre prodotti al di fuori di tali controlli.

La ricerca di Martin ha inoltre rilevato una diffusa pratica di acquisti illegali tra i fumatori. Quasi la metà di chi acquista sigarette confezionate e oltre il 60% di chi acquista tabacco da arrotolare ha dichiarato di aver comprato prodotti illegali.

Ha stimato che la spesa annuale per i prodotti a base di nicotina illegali si aggiri intorno ai 7,7 miliardi di dollari australiani.

Questi dati si basano su stime ricavate da sondaggi piuttosto che su dati ufficiali sulle vendite, quindi vanno presi con una certa cautela. Ma anche altre analisi accademiche hanno evidenziato l’esistenza di un mercato illegale della nicotina in Australia, ampio e in crescita.

Il fumo continua a diminuire

L’espansione del mercato illegale va di pari passo con un calo costante del numero di fumatori dichiarati.

Secondo l’indagine nazionale sulle famiglie nell’ambito della Strategia nazionale antidroga, nel 2025 la percentuale di australiani dai 14 anni in su che fumano ogni giorno è scesa al 5,6%, in calo rispetto all’8,3% del 2022-23 e al 19,5% del 2001.

Tra gli adulti dai 18 anni in su, il tasso era del 5,8%.

Questo pone i responsabili politici di fronte a un quadro insolito. Il fumo è diminuito notevolmente, ma gran parte della domanda residua di sigarette elettroniche sembra essere soddisfatta da fornitori illegali piuttosto che dal mercato regolamentato.

I prodotti illegali sfuggono ai normali sistemi pensati per far rispettare gli standard di qualità, i limiti di età e la tassazione.

L’accesso alle farmacie sotto la lente d’ingrandimento

Nell’ottobre 2024 l’Australia ha abbandonato l’approccio che prevedeva la vendita di prodotti per lo svapo solo su prescrizione medica, consentendo agli adulti di acquistare i prodotti idonei direttamente dalle farmacie aderenti all’iniziativa.

Ma l’accesso rimane molto più limitato rispetto a quello delle sigarette. Non tutte le farmacie vendono sigarette elettroniche, mentre i prodotti legali sono soggetti a restrizioni su aromi, concentrazione di nicotina e confezione.

Le ultime ricerche sollevano la questione se sia sufficiente rendere tecnicamente disponibile un prodotto legale, se poi i consumatori scelgono in massa altre fonti.

Per i fumatori che cercano di smettere con le sigarette, l’efficacia del modello farmaceutico potrebbe dipendere dal fatto che i prodotti legali siano abbastanza accessibili e attraenti da poter competere sia con il fumo tradizionale che con le sigarette elettroniche illegali.

Questo è particolarmente significativo visto che le sigarette si possono ancora comprare nei normali punti vendita, mentre gli adulti che vogliono acquistare una sigaretta elettronica legale devono ricorrere alle farmacie aderenti all’iniziativa.

Cresce la pressione per un ripensamento

L’Australia ha abbinato la sua politica restrittiva sullo svapo a misure severe contro i fornitori illegali, mentre le autorità cercano di chiudere i negozi e smantellare le reti di distribuzione criminali.

Ma la portata degli acquisti illeciti stimati fa capire che, da sola, l’applicazione della legge deve affrontare una sfida non da poco.

I ricercatori e chi si batte per la riduzione del danno hanno sostenuto che i responsabili politici dovrebbero valutare se un mercato legale più ampio, che potrebbe coinvolgere rivenditori specializzati autorizzati oltre alle farmacie, possa allontanare i consumatori adulti dai venditori illegali, mantenendo al contempo i controlli sugli standard dei prodotti e sull’accesso da parte dei minori.

I dati più recenti non dimostrano che sia stato proprio l’approccio dell’Australia a causare il mercato illegale. Probabilmente ci sono diversi fattori in gioco, come le elevate tasse sulle sigarette, le restrizioni sui prodotti, le preferenze dei consumatori e l’offerta da parte della criminalità organizzata.

Ma visto che, secondo le stime, il 95,7% degli acquisti di prodotti per lo svapo avviene al di fuori del sistema legale, i dati suggeriscono che il modello australiano, basato su un controllo rigoroso delle farmacie, non sia ancora riuscito a soddisfare gran parte della domanda esistente di prodotti per lo svapo.

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