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Una proposta di legge statunitense sulla difesa prevede di testare le sigarette elettroniche e le bustine di nicotina per aiutare i soldati a smettere di fumare

Una disposizione passata quasi inosservata in un disegno di legge sulla difesa approvato dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti permetterebbe al Pentagono di verificare se le sigarette elettroniche, le bustine di nicotina e i prodotti a tabacco riscaldato possano aiutare i militari in servizio attivo a smettere di fumare.

La sezione 707 dell’H.R. 8800, la legge di autorizzazione alla difesa nazionale per l’anno fiscale 2027, includerebbe i prodotti alla nicotina senza fumo insieme alla consulenza, alle gomme alla nicotina e ai cerotti in un progetto pilota di un anno per smettere di fumare.

Il disegno di legge sulla difesa in senso lato è stato approvato dalla Camera il 22 luglio con 216 voti a favore e 212 contrari. Deve ancora passare al Senato ed essere firmato dal presidente prima di diventare legge.

Chi poteva partecipare?

Il programma sarebbe aperto ai membri in servizio attivo dell’Esercito, della Marina, del Corpo dei Marines, dell’Aeronautica Militare e della Forza Spaziale che fumano almeno una sigaretta o un altro prodotto del tabacco combustibile ogni settimana.

Non partirebbe automaticamente. Se la disposizione diventasse legge, il segretario alla Difesa avrebbe la possibilità di avviare il progetto pilota entro 180 giorni.

La sperimentazione dovrebbe essere condotta in almeno un ramo delle forze armate e in una o più basi militari dove il tasso di fumatori supera la media nazionale. La legge punta anche alle basi con una presenza superiore alla media di afroamericani, asiatici e abitanti delle isole del Pacifico, ispanici e americani degli Appalachi.

Ai partecipanti si potrebbe offrire:

  • consulenza;
  • gomma alla nicotina;
  • cerotti alla nicotina;
  • sigarette elettroniche;
  • bustine di nicotina; e
  • prodotti a base di tabacco riscaldato.

Entro un anno dalla conclusione del programma, il Dipartimento della Difesa dovrebbe riferire al Congresso se il programma ha aiutato i soldati a smettere di fumare, quali opzioni si sono rivelate più efficaci e se l’iniziativa debba essere ampliata, prorogata o resa permanente.

Il rapporto esaminerebbe inoltre le lacune nei servizi sanitari destinati ai militari appartenenti ai gruppi di popolazione coinvolti nel progetto pilota.

Primo test federale sui prodotti senza fumo

L’inclusione di sigarette elettroniche, bustine e tabacco riscaldato è significativa perché questi prodotti non sono approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense come farmaci per smettere di fumare, anche se alcuni sono stati autorizzati alla vendita come prodotti del tabacco.

La normativa li considererebbe come possibili alternative per chi fuma già, invece di trattarli come ausili medici consolidati per smettere di fumare.

In un post sul blog “Tobacco Harm Reduction 101”, la fondatrice e presidente Lindsey Stroud ha dichiarato: “Il programma pilota previsto dal NDAA è un’iniziativa positiva volta a integrare la riduzione del danno da tabacco nella politica federale per smettere di fumare”.

Stroud ha detto che potrebbe diventare uno dei primi programmi federali autorizzati dal Congresso a valutare specificamente le sigarette elettroniche, le bustine di nicotina e il tabacco riscaldato nell’ambito di una strategia per smettere di fumare rivolta al personale militare.

Tuttavia, la Sezione 707 non definisce un piano di ricerca dettagliato. Non specifica il numero di partecipanti, né se ci sarà un gruppo di controllo, né per quanto tempo i militari dovranno rimanere senza fumare per essere considerati come aventi smesso di fumare.

Si tratterebbe quindi di un vero e proprio progetto pilota del Pentagono, piuttosto che di una sperimentazione clinica tradizionale.

Il consumo di tabacco rimane un problema per la salute dei militari

Una ricerca più recente del Ministero della Difesa mette in evidenza quanto sia diffuso il consumo di tabacco e nicotina nelle forze armate.

Uno studio del Military Health System dell’aprile 2026 ha analizzato i dati relativi a 921.394 militari in servizio attivo che hanno effettuato una visita medica nel 2023.

Dallo studio è emerso che il 22% ha dichiarato di aver fatto uso di un prodotto a base di tabacco o nicotina negli ultimi 30 giorni. Quando sono state aggiunte le cartelle cliniche contenenti diagnosi legate al tabacco o alla nicotina, la stima è salita al 28,7%.

Le sigarette elettroniche sono state il prodotto più comunemente segnalato, utilizzato da 115.486 militari, mentre 47.325 hanno dichiarato di fumare sigarette. Queste cifre riguardano tutto il consumo recente di tabacco e nicotina, quindi non sono direttamente paragonabili alla soglia settimanale di fumo proposta per il progetto pilota.

I ricercatori militari hanno affermato che il fumo può ridurre la resistenza fisica, compromettere le funzioni cognitive e la vista, rallentare il recupero dagli infortuni e aumentare il rischio di infezioni respiratorie, assenze dal lavoro e problemi nella guarigione delle ferite.

Rischi per la salute ridotti

L’argomento a favore della riduzione dei rischi di questo progetto pilota si basa proprio sul fatto che non c’è combustione.

Secondo la FDA, le sigarette e gli altri prodotti del tabacco da fumare sono le forme più dannose di tabacco, mentre i prodotti non combustibili, come le sigarette elettroniche e il tabacco senza fumo, comportano in genere rischi minori per la salute.

Sottolinea inoltre che nessun prodotto del tabacco è sicuro e che i fumatori ottengono il massimo beneficio per la salute solo quando smettono completamente di fumare sigarette.

Questa distinzione sarebbe importante per valutare il programma militare. Una riduzione del consumo di sigarette, l’astinenza temporanea e il passaggio completo a un prodotto senza fumo rappresenterebbero risultati diversi.

La proposta è ancora ben lontana dall’essere attuata. La Commissione per le Forze Armate del Senato ha presentato la propria versione del disegno di legge sulla difesa per l’anno fiscale 2027, l’S. 4784, che è in attesa di essere esaminata dall’intero Senato. Le versioni della Camera e del Senato dovrebbero poi essere armonizzate, lasciando la Sezione 707 aperta a eventuali emendamenti o alla sua eliminazione.

Per ora, questa misura rappresenta un tentativo di raccogliere dati su una popolazione in cui il fumo è da tempo riconosciuto come una minaccia per la salute e la prontezza operativa. Se porterà a risultati utili dipenderà dal fatto che superi l’iter legislativo e da quanto accuratamente il Pentagono metterà a punto il progetto pilota.

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