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Il disegno di legge sul tabacco e i vapes torna ai Lords in vista dell’aumento delle tasse e dei prezzi dei vape

Il disegno di legge britannico sul tabacco e i vapes è tornato alla Camera dei Lord per un ulteriore esame, mentre i deputati e i pari entrano nelle fasi finali del “ping pong” parlamentare e le pressioni dei rivenditori e dell’industria sul suo potenziale impatto aumentano.

La legislazione, che mira a creare la prima “generazione libera dal fumo”, garantirà che chiunque nasca a partire dal 1° gennaio 2009 non possa mai vendere legalmente tabacco. Inoltre, conferisce ai ministri nuovi poteri per regolamentare i prodotti, le confezioni e i requisiti informativi per il tabacco, i vapes e i prodotti correlati.

Fasi finali in Parlamento

I deputati hanno esaminato gli emendamenti dei Comuni il 20 aprile, segnando un altro passo verso l’approvazione finale. Il disegno di legge è già stato sottoposto a un ampio esame, tra cui dibattiti in commissione, discussioni in fase di relazione e una terza lettura nei Lord all’inizio di quest’anno.

Prima di diventare legge, sia la Camera dei Comuni che la Camera dei Lord devono concordare la formulazione finale.

Come parte della legislazione proposta, diventerebbe illegale vendere tabacco, prodotti per il fumo a base di erbe o cartine per sigarette a coloro che rientrano nel divieto generazionale. Anche gli adulti che acquistano prodotti per il vaping o la nicotina per conto di utenti minorenni potrebbero incorrere in multe.

I ministri otterranno inoltre il potere di controllare “gli aromi e le sostanze presenti nei prodotti da fumo, compresi i vapes, nonché l’aspetto, le dimensioni, la consistenza e la forma delle confezioni”.

I rivenditori mettono in guardia dall’aumento del mercato illecito

Tuttavia, il disegno di legge sta incontrando una crescente opposizione da parte dei piccoli imprenditori, con più di 1.000 rivenditori che hanno scritto al Primo Ministro per sollecitare modifiche prima che diventi legge.

I due autori sostengono che le misure potrebbero avere conseguenze indesiderate, avvertendo che la legislazione “rafforzerebbe il mercato illecito del tabacco e del vape illegale, aumenterebbe la criminalità al dettaglio e lascerebbe i negozianti legittimi a bocca asciutta, facendo poco per raggiungere gli obiettivi di salute pubblica dichiarati”.

Sono state sollevate anche preoccupazioni riguardo alle sfide pratiche che comporterebbe l’applicazione di un divieto di fumo generazionale alla cassa, e alcuni avvertono che potrebbe aumentare gli scontri e il rischio di abusi nei confronti dei lavoratori del negozio.

Una nuova tassa farà aumentare i prezzi

L’avanzamento della proposta di legge arriva mentre milioni di fumatori e vapers si trovano ad affrontare un “doppio colpo” di aumenti di prezzo nel corso dell’anno.

La nuova imposta sui prodotti del vaping, che entrerà in vigore dal 1° ottobre 2026, aggiungerà una tariffa forfettaria di 2,20 sterline per 10 ml a tutti gli e-liquid, indipendentemente dalla gradazione di nicotina. In questo modo il prezzo di un flacone da 50 ml potrebbe passare da 11,99 a 25,20 sterline IVA inclusa.

Allo stesso tempo, l’imposta sul tabacco aumenterà dell’inflazione più due punti percentuali, oltre a 2,20 sterline in più per 100 sigarette e 2,20 sterline in più per 50 grammi di tabacco.

Salute pubblica e riduzione del danno

Il ministro della Salute, Baronessa Merron, ha difeso la legislazione, dicendo ai colleghi: “Il fumo è la prima causa evitabile di morte, disabilità e malattia e il tabacco miete circa 80.000 vittime ogni anno.

“E sebbene il tabacco rimanga la minaccia più grande, questa legislazione mira a proteggere le generazioni future non solo dai danni del tabacco, ma anche dalla dipendenza da nicotina”.

Ma gli operatori del settore affermano che la regolamentazione deve trovare un attento equilibrio.

Jamie Strachan, direttore operativo di VPZ, ha dichiarato: “Una regolamentazione responsabile è essenziale per proteggere i giovani… e allo stesso tempo garantire che i fumatori adulti possano ancora accedere ad alternative più sicure al tabacco combustibile”.

Uno studio per monitorare l’impatto sul mondo reale

Mentre si intensifica il dibattito sulle possibili conseguenze indesiderate, un nuovo studio britannico guidato dai ricercatori del King’s College di Londra verificherà se le norme più severe sul vaping rischiano di spingere alcuni utenti a tornare a fumare.

Il progetto si baserà sul lungo studio Smoking Toolkit, aggiungendo nuove domande a un sondaggio mensile su circa 1.700 persone in Inghilterra tra aprile 2026 e dicembre 2027.

Verrà esaminato quanto spesso le persone cercano di smettere di fumare, quanto ci riescono e come possono reagire a misure come il divieto di aromatizzazione, le confezioni trasparenti e l’aumento delle tasse.

Inoltre, la ricerca verificherà anche cosa succede al comportamento dei fumatori quando le persone cercano di smettere di fumare, per esempio se i cambiamenti di politica potrebbero avere effetti indesiderati, come il ritorno alle sigarette.

I risultati dovrebbero fornire prove in tempo reale sull’impatto della legge sul tabacco e i vapes una volta entrata in vigore.

La Scozia segnala ulteriori restrizioni

In Scozia, anche il Partito Nazionale Scozzese (SNP) ha segnalato l’intenzione di spingersi oltre, impegnandosi a vietare l’esposizione dei prodotti per il vaping nei negozi in caso di rielezione.

La proposta porterebbe le regole di vendita al dettaglio dei prodotti da svapo più in linea con le restrizioni esistenti per il tabacco e potrebbe essere attivata attraverso i poteri del disegno di legge del Regno Unito, come parte di sforzi più ampi per ridurre il fascino dei giovani e rafforzare i controlli sui prodotti a base di nicotina.

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