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Secondo un’indagine dell’ASH, la maggior parte dei fumatori del Regno Unito pensa, a torto, che lo svapo sia dannoso quanto il fumo

Più della metà dei fumatori del Regno Unito crede erroneamente che lo svapo sia dannoso quanto, o più dannoso delle sigarette, il che fa temere che una comunicazione pubblica poco chiara possa impedire alle persone di smettere di fumare.

Una nuova analisi condotta da Action on Smoking and Health (ASH) ha rilevato che il 52% dei fumatori ritiene ormai che lo svapo sia almeno altrettanto dannoso del fumo.

La percentuale sale al 61% tra i fumatori che non hanno mai provato lo svapo. Tra tutti gli adulti del Regno Unito, il 54% ritiene che lo svapo sia altrettanto dannoso o più dannoso delle sigarette.

I risultati evidenziano un divario sempre più ampio tra la percezione dell’opinione pubblica e i dati scientifici sul rischio relativo. Anche se lo svapo non è privo di rischi e non è consigliato ai bambini o a chi non ha mai fumato, l’importante analisi scientifica condotta nel Regno Unito ha rilevato che lo svapo di nicotina espone chi lo usa a una quantità di sostanze nocive di gran lunga inferiore rispetto al fumo di tabacco.

«È preoccupante che l’opinione pubblica sul vaping sia ormai così lontana dai dati scientifici», ha detto Hazel Cheeseman, amministratrice delegata di ASH.

Negli ultimi dieci anni la confusione è aumentata

ASH ha incaricato YouGov di raccogliere i dati per il suo sondaggio “Smokefree GB 2026”, condotto su oltre 13.000 adulti e ponderato in modo da essere rappresentativo della popolazione. Secondo l’analisi, meno di un terzo dei fumatori riteneva, a ragione, che lo svapo fosse meno dannoso del fumo tradizionale.

Dieci anni fa, solo un quarto degli adulti del Regno Unito pensava che le sigarette elettroniche fossero altrettanto dannose, o addirittura più dannose, delle sigarette tradizionali.

Questa tendenza è importante perché la percezione del rischio influenza il comportamento. Se i fumatori pensano che lo svapo comporti lo stesso pericolo delle sigarette, potrebbero essere meno propensi a provarlo come aiuto per smettere di fumare. Il sondaggio ha anche rivelato che, tra le persone che hanno indicato una strategia per smettere di svapare, quasi un quinto aveva fatto ricorso alle sigarette.

Questo è proprio l’esito che gli esperti di riduzione del danno temono di più: che le persone passino da un prodotto a base di nicotina a basso rischio al tabacco da fumare.

La preoccupazione è che le linee guida ufficiali vengano messe in secondo piano dai messaggi sui rischi che parlano dello svapo fuori contesto. I consigli del NHS, le analisi scientifiche sostenute dal governo e le ricerche Cochrane puntano tutte nella stessa direzione: lo svapo non è innocuo, ma per gli adulti che fumano, passare completamente allo svapo è molto meno rischioso che continuare a fumare. Ma i nuovi dati dell’ASH suggeriscono che questo messaggio non sta più facendo breccia.

Cosa dicono le prove

L’aggiornamento delle evidenze scientifiche del 2022, commissionato dall’Ufficio per il Miglioramento della Salute e le Disparità e condotto da ricercatori del King’s College di Londra, ha concluso che «nel breve e medio termine, lo svapo comporta una piccola frazione dei rischi del fumo».

La revisione ha rilevato un’esposizione significativamente inferiore alle sostanze nocive derivanti dallo svapo rispetto al fumo, compresi i biomarcatori associati al cancro, alle malattie respiratorie e a quelle cardiovascolari. Ha inoltre sottolineato che lo svapo non è innocuo, soprattutto per chi non ha mai fumato, e che servono ulteriori prove sugli effetti a lungo termine, oltre i 12 mesi.

Anche il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) dà consigli simili al pubblico. Dice che lo svapo con nicotina è meno dannoso del fumo, che le sigarette rilasciano migliaia di sostanze chimiche quando bruciano e che chi passa completamente dal fumo allo svapo riduce la propria esposizione alle tossine collegate al cancro, alle malattie polmonari, alle malattie cardiache e all’ictus.

Anche la revisione Cochrane “living review”, aggiornata con i dati disponibili fino a marzo 2025, sostiene l’uso delle sigarette elettroniche alla nicotina per smettere di fumare. Ha esaminato 104 studi che hanno coinvolto 30.366 adulti fumatori e ha concluso che le sigarette elettroniche alla nicotina possono aiutare più persone a smettere di fumare per almeno sei mesi rispetto alla terapia sostitutiva alla nicotina.

Il confronto di cui hanno bisogno i fumatori

Questo non vuol dire che lo svapo sia privo di rischi, ma rende fondamentale il confronto con le sigarette.

Per i fumatori adulti, la scelta raramente è tra lo svapo e l’aria fresca. Spesso si tratta di scegliere se continuare a fumare, provare a smettere da soli, ricorrere alla terapia sostitutiva alla nicotina o passare a uno svapo regolamentato. Se ai fumatori viene solo detto che lo svapo comporta dei possibili rischi, senza spiegare come questi rischi si confrontino con quelli delle sigarette, potrebbero fare una scelta più pericolosa.

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