Una proposta imporrebbe €1,50 di accisa su una bottiglia da 10ml a partire da gennaio 2027. Altre introdurrebbero nuovi requisiti di licenza per i negozi di svapo e i venditori online.

La rinnovata minaccia fiscale arriva mentre i deputati si scontrano sul futuro delle bustine di nicotina e delle vendite di tabacco.

Un emendamento separato consentirebbe agli adulti di acquistare bustine regolamentate presso le tabaccherie, mentre un divieto a vita di vendita del tabacco per chiunque sia nato dal 2009 ha ottenuto l'appoggio della commissione.

Tutte e tre le misure devono affrontare ulteriori votazioni. Il divieto generazionale dovrà essere nuovamente discusso dopo che i deputati hanno respinto in commissione il più ampio bilancio della sicurezza sociale.

La tassa sullo svapo torna sul tavolo

Il bilancio iniziale del governo per 2027 non conteneva alcuna tassa sullo svapo, offrendo a consumatori e imprese una tregua temporanea dopo la battaglia dello scorso anno sui prelievi proposti e sulle restrizioni alle vendite.

Ma i deputati hanno riportato la questione in campo attraverso emendamenti alla legge finanziaria. Secondo quanto riferito, sono in esame diversi approcci, dalle tasse sugli e-liquid a un nuovo sistema di licenze per i rivenditori.

Una delle più significative, presentata dal deputato verde Nicolas Thierry e da colleghi, imporrebbe una tassa di €0,15 per millilitro a partire da gennaio 2027, indipendentemente dal fatto che il liquido contenga nicotina.

Ciò comporterebbe €1,50 di accisa su un flacone da 10ml, prima di qualsiasi effetto più ampio sul suo prezzo al dettaglio. L'aliquota proposta verrebbe adeguata annualmente all'inflazione a decorrere da 2028.

I sostenitori dell'emendamento riconoscono che le sigarette elettroniche possono aiutare alcune persone a smettere di fumare, ma sostengono che la tassazione sia giustificata dalle preoccupazioni riguardo ai giovani e ai non fumatori. La proposta risulta ancora indicata come in attesa di esame sul sito dell'Assemblea nazionale.

Altri deputati sono favorevoli alla creazione di una categoria fiscale per le sigarette elettroniche con un'aliquota iniziale pari a zero.

Emendamento I-605, per esempio, combina tale approccio con requisiti di autorizzazione e licenza per le vendite. Il suo testo esplicativo afferma che l'aliquota zero è intesa a evitare di penalizzare consumatori e imprese prima della conclusione dei negoziati fiscali europei.

Un'aliquota zero eviterebbe un prelievo immediato, ma le norme di vendita proposte cambierebbero comunque il modo in cui opera il settore. Ai sensi di tale emendamento, le autorizzazioni e le licenze pertinenti sarebbero richieste a partire da luglio 2027.

Un percorso regolamentato per le bustine di nicotina

Accanto alle proposte sulle sigarette elettroniche, il deputato Ludovic Mendes ha presentato un piano per consentire la vendita regolamentata di bustine di nicotina attraverso la rete delle tabaccherie francesi.

Il suo emendamento alla legge finanziaria consentirebbe bustine contenenti fino a 16,6mg di nicotina ciascuna, vieterebbe le vendite ai minori di 18 anni e richiederebbe agli acquirenti di dimostrare la propria età. Le bustine più forti sarebbero vietate.

La proposta introdurrebbe inoltre una tassa di €22 per chilogrammo a partire da marzo 2027, che salirebbe a €44 nel 2028 e a €66 nel 2029.

Mendes sostiene che un accesso regolamentato potrebbe consentire alle bustine di svolgere un ruolo nella riduzione del fumo, affrontando al contempo l'uso da parte dei giovani e i prodotti ad alta concentrazione. Il suo testo esplicativo avverte inoltre che un divieto generalizzato potrebbe favorire un mercato illecito, lasciando i consumatori senza controlli affidabili sui prodotti.

Queste sono le argomentazioni alla base dell'emendamento, che deve ancora essere adottato.

In Francia, il servizio pubblico d'informazione ufficiale afferma che le restrizioni sulla vendita, il possesso e l'uso di prodotti orali a base di nicotina sono entrate in vigore il 1 April 2026. Registra una sospensione giudiziaria che riguarda la fabbricazione, la produzione e l'esportazione, anziché le restrizioni sulle vendite nazionali.

I prodotti medicinali a base di nicotina utilizzati per aiutare le persone a smettere di fumare sono esenti.

Il divieto a vita della vendita di tabacco affronta un'altra votazione

Una proposta separata vieterebbe permanentemente la vendita di tabacco a chiunque sia nato il o dopo il 1 January 2009, anche una volta raggiunta la maggiore età.

La commissione per gli affari sociali dell'Assemblea nazionale ha sostenuto l'emendamento di Thierry nella notte tra il 14 e il 15 ottobre, secondo l'emittente parlamentare LCP.

Se adottata nella forma proposta, la restrizione entrerebbe in vigore il 1 January 2027. I rivenditori che la violassero sarebbero soggetti a un contributo pari al cinque per cento del fatturato derivante dalle vendite di tabacco, al netto dell'IVA, da versare al fondo nazionale francese di assicurazione sanitaria.

Il voto ha inoltre fatto emergere dubbi sulla base giuridica della proposta. Il relatore per il bilancio Thibault Bazin ha messo in dubbio che un divieto di vendita del tabacco rientrasse in un disegno di legge sul finanziamento della sicurezza sociale, sollevando la prospettiva di un ricorso costituzionale.

La commissione ha poi respinto l'intero bilancio della sicurezza sociale il 16 ottobre. Il disegno di legge dovrebbe approdare all'Assemblea plenaria il 20 ottobre.

Thierry ha ripresentato il divieto generazionale per quella fase. Il voto della commissione mostra quindi sostegno politico, ma non garantisce l'approvazione della misura.