Il piano dell’Irlanda di limitare i nomi degli aromi per le sigarette elettroniche a “Tabacco” e “Non aromatizzato” è stato rinviato dopo che l’Italia e la Grecia hanno contestato formalmente le norme proposte a livello UE.
Entrambi i paesi hanno presentato dei “pareri dettagliati” tramite il Sistema di informazione sulle normative tecniche della Commissione europea (TRIS), sollevando potenziali preoccupazioni riguardo agli ostacoli al commercio all’interno del mercato unico dell’UE.
L’intervento ha prorogato il periodo di sospensione del disegno di legge dal 7 luglio al 7 ottobre.
L’Irlanda non riesce a completare l’adozione delle norme tecniche notificate entro quel periodo. Deve inoltre comunicare alla Commissione europea come intende rispondere alle obiezioni.
Sono ammessi solo due nomi di aromi
Il disegno di legge del 2026 sulla sanità pubblica (prodotti del tabacco e prodotti per l’inalazione di nicotina) (modifica) introdurrebbe controlli molto severi sull’aspetto, il confezionamento, la pubblicità e l’esposizione nei negozi delle sigarette elettroniche.
Limiterà l’uso dei colori e delle immagini sui prodotti e sulle confezioni, vieterà i dispositivi progettati per assomigliare a giocattoli o altri oggetti di uso quotidiano e introdurrà nuovi controlli sulle bustine di nicotina e su altri prodotti a base di nicotina senza tabacco. Sarà inoltre vietata la vendita delle bustine ai minori di 18 anni.
La misura più significativa per i fumatori di sigarette elettroniche adulti è quella che prevede una limitazione dei nomi degli aromi, piuttosto che degli aromi stessi.
Secondo l’allegato al disegno di legge, gli unici nomi consentiti sarebbero “Tabacco” e “Non aromatizzato”. Ai rivenditori sarebbe inoltre vietato vendere prodotti con nomi che suggeriscano un gusto, una temperatura, una consistenza o una sensazione in bocca diversi da quelli effettivi. In pratica, questo eliminerebbe dal mercato irlandese i prodotti legalmente etichettati con aromi di frutta, dessert, bevande, mentolo e altri aromi non legati al tabacco.
Il ministro della Salute manterrebbe la facoltà di aggiungere o eliminare nomi ammessi tramite regolamenti successivi.
L’Italia si chiede se le regole non siano un po’ troppo rigide
Secondo Vaping360, il parere dettagliato dell’Italia mette in dubbio che le restrizioni proposte dall’Irlanda in materia di confezionamento, presentazione, denominazione degli aromi ed esposizione siano necessarie e proporzionate.
A quanto pare, l’Italia avrebbe chiesto all’Irlanda di spiegare perché politiche meno restrittive non consentirebbero di raggiungere gli stessi obiettivi di salute pubblica. Ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che standard di prodotto irlandesi distinti potrebbero ostacolare la commercializzazione di beni legalmente immessi sul mercato in altre parti dell’UE e creare incertezza per i produttori che cercano di rispettare sia i requisiti irlandesi che quelli dell’UE.
Anche la Grecia ha presentato un parere dettagliato. A quanto pare, le sue obiezioni vertevano soprattutto sui costi di adeguamento e sul rischio di frammentazione del mercato europeo.
La voce pubblica della Commissione nel TRIS conferma che entrambi i paesi hanno presentato pareri dettagliati il 7 luglio, anche se non riporta integralmente le argomentazioni in essi contenute.
Il governo punta l’attenzione sullo svapo tra i giovani
L’Irlanda ha notificato il disegno di legge alla Commissione europea il 2 aprile. Il governo ha affermato che le restrizioni sono il minimo necessario per contrastare lo svapo tra i giovani e ha sostenuto che misure meno restrittive non garantirebbero il livello di protezione che si è prefissato.
Durante la discussione in seconda lettura del disegno di legge, il governo ha riconosciuto che le sigarette elettroniche potrebbero essere meno dannose del fumo, ma ha precisato che non sono innocue.
I dati presentati al Dáil hanno mostrato che l’attuale diffusione dello svapo tra i quindicenni e i sedicenni irlandesi è scesa dal 18% del 2019 al 16% del 2024.
Anche la sperimentazione è diminuita, passando dal 39% al 32%, anche se l’uso quotidiano dello svapo è salito dal 5% al 7%.
Il disegno di legge ha completato l’iter al Dáil ed è passato al Seanad Éireann, dove a luglio è stato inserito nell’ordine del giorno per la seconda fase.
Le obiezioni non fanno fallire il disegno di legge
Un parere dettagliato non equivale a un veto dell’UE. Ai sensi della direttiva 2015/1535, esso estende il normale periodo di sospensione da tre a sei mesi nel caso in cui un altro Stato membro ritenga che una norma tecnica proposta possa ostacolare la libera circolazione delle merci.
L’Irlanda deve comunicare le misure che intende adottare in risposta. Potrebbe modificare il disegno di legge, fornire ulteriori prove a sostegno del proprio approccio oppure cercare di procedere una volta scaduto il periodo di sospensione.
L’intervento, però, costringe il governo a spiegare perché siano necessarie restrizioni così ampie, che colpiscono i consumatori adulti e prodotti venduti legalmente altrove in Europa, per contrastare il consumo da parte dei giovani.

